L’ANNO DEL MAI
E alla fine è giunto“l’anno del mai “.
Si perché non avrei mai creduto che si arrivasse a questo punto.
Siamo stati abituati a vedere film catastrofici di virus letali e pandemie globali da Hollywood che, in una sorta di sommo premonitore, ci illustrava quali sarebbero state le conseguenze dei nostri scellerati errori. Mai avrei pensato che le immagini proiettate nelle nostre sale cinematografiche o lette nei vari romanzi sarebbero diventate una triste realtà.
Mai avrei pensato di assistere alla chiusura del mondo, così come lo conosciamo. Mai avrei pensato che, dopo anni a crogiolarci nei nostri comodi “giardini” fatti di ogni comodità da perfetti individualisti, il Mondo si sarebbe fermato a guardarci. Perché alla fine è questo che abbiamo fatto.Ci siamo costruiti i nostri recinti individuali, emanando proclami sui social per essere fighi, ma fondamentalmente non facendo nulla di concreto per questo Mondo malato che si aggravava ogni giorno di più, restando indifferenti a guardarlo… ora lui ci ripaga con la stessa moneta.
E alla fine è giunto “l’anno del mai “.
Perché ora più che mai, costretti a stare a casa, con un sacco di tempo da poter riflettere, possiamo finalmente cercare di capire cosa ci è successo e cosa potremo fare quando tutto questo sarà finito… perché anche tutto questo finirà e starà a noi decidere se abbiamo imparato qualcosa oppure continueremo nella nostra indifferenza egoista.
E alla fine è giunto “ l’anno del mai ”
L’anno in cui Covid-19 o Corona virus ci insegna una cosa molto semplice, basilare, inequivocabile.
Una cosa che dovevamo imparare anni fa al tempo di Chernobyl, ma che non abbiamo fatto perché troppo distratti dai nostri impegni personali:
I confini non esistono perché siamo tutti parte della stessa umanità, perché alla fine siamo tutti nella stessa barca che sta affondando, perché al posto di ostacolarci per i nostri meri interessi dovemmo unirci ed essere tutti fratelli in questa guerra. Se ci pensate, sono le stesse cose che aveva detto Gesú Cristo duemila anni fa, e messo in croce proprio per questo.
Quasi per assurdo, da oggi dovremmo avere il coraggio e la determinazione di partire dal 2020 come anno zero e intendere gli acronimi A.C. e D.C., Avanti Cristo e Dopo Cristo , come Avanti Corona Virus e Dopo Corona Virus.
Perché in giorni come questi, lo stato di diritto sta saltando; le nostre libertà vengono decurtate, ma è una scelta che tutti noi dobbiamo fare: o la vita o la libertà.
O peggio ancora: il sacrificio degli altri, molte volte pagato con la loro stessa vita ( Medici , infermieri, forze dell’ordine), o le nostre libertà.
Ci siamo autodefiniti persone civili, responsabili, civilizzate, ma in questo mese ho assistito solo ad un mero egoismo che ha peggiorato ancora di più questa drammatica emergenza.
Siamo tutti vittime e carnefici di questa pandemia. Noi che vantiamo il diritto di uscire a fare non si sa che cosa perché non riusciamo a capire che se ognuno di noi fa la propria parte finirà prima questa emergenza (ad oggi quasi 50.000 denunciati dalle forze dell’ordine per inosservanza del decreto).
Dall’altra parte una classe politica e dirigente inadeguata e molte volte irresponsabile, che non ha saputo non solo gestire questa emergenza, ma nel momento in cui sono giunte le prime notizie di questo virus non ha saputo preparare il paese ad una emergenza. Perché se la Cina è tanto lontana, con la Globalizzazione e le migliaia di persone che si spostavano quotidianamente in tutto il mondo, non ci voleva uno scienziato a capire che l’avevamo già dentro casa.
Al posto di intervenire subito per la salvaguardia dei propri cittadini ( coloro che votano, pagano stipendi e vitalizi vari, coloro che dovrebbero essere tutelati dal loro operato) andavano in giro in una Milano già in pericolo pandemico a farsi selfie e aperitivi sui Navigli. Una classe politica che ha da subito minimizzato il problema, nonostante le drammatiche notizie di intere città in Cina sottoposte a una rigida quarantena ( non la buffonata che è stata creata in Italia).
Io non riesco più a tacere. Non riesco a non scrivere la rabbia e la delusione.
Siamo in emergenza. siamo in guerra e i decreti emanati dal Governo sono confusi rischiano solo di indebolire ancora di più un paese
Sento le notizie che il parlamento ha chiuso e mi scoppia ancora di più l’ulcera.
Medici e infermieri che lavorano senza sosta 14-18 ore in mezzo ai malati, rischiando a loro volta di essere contagiati, senza piú protezioni, e voi classe politica, in un momento in cui dovreste essere in prima linea a lavorare per i vostri cittadini, ve ne state a casa nei vostri agi dicendo ”Andrà tutto bene”?
Sanitari, militari, autotrasportatori, operatori del commercio, volontari e tanti altri che rischiano la vita per tutti noi e anche per voi.
In questa guerra voi non vi potete nascondere come topi e continuare a fare i vostri porci comodi. Penso a coloro che stanno rischiando e combattendo con pochissime armi, a volte addirittura senza. Un popolo si riconosce da chi lo rappresenta, ma io in questo momento non vedo nessuno”.
Non vedo un Presidente della Repubblica che con voce rincuorante ma utilizzando la propria carica istituzionale dia segnali di vicinanza e di difesa verso i propri cittadini come farebbe un buon padre con i propri figli.
Non vedo un Presidente del Consiglio, un Premier, che in una crisi nazionale come stiamo vivendo prenda il coraggio e la responsabilità di decretare leggi severe e restrittive al massimo.
Chiudete tutto, lasciando aperti i servizi essenziali per la sopravvivenza, garantendo agli operatori la tutela adeguata. Schierate l’esercito, istituite il coprifuoco, chiudete i confini, i porti, sigillate il nostro paese all’Europa che ci ha lasciati soli e che ci ha presi in giro senza che nessuno dei nostri governati ci abbia difesi”.
Non avete rinunciato a nulla voi, ma chiedete agli italiani ulteriori sforzi economici.
Avete preso in giro tutti, continuate a parlare solo di economia e di spostare le tasse, ma non avete capito che tra poco le tasse non le pagherà piú nessuno?. Chi avrà il coraggio di pagarvi ancora qualcosa, quando questo sarà finito e dovrete rendere conto del vostro operato?.
600 euro al mese e basta?
I soldi ci sono , ma sono bloccati dalle vostre burocrazie.
Stampate nuove banconote, immettete contante in circolazione, date la possibilità alla gente onesta e normale di avere i soldi per andare a far spesa e chiudersi nelle proprie case.Ma come ragionate? Come pensate che riusciranno a pagare se sono chiusi e lo saranno ancora per molto senza avere guadagni? Vergogna!
Caro Presidente del Consiglio, non sei nemmeno stato eletto da questo popolo, da questa nazione e pretendi che la nazione stia in silenzio?
Già il fatto che ti sei presentato con la bandiera europea alle tue spalle e non con il Nostro amato tricolore fa pensare agli addetti ai lavori.
Su quel tricolore è stato versato tanto sangue e ne viene versato ancora ogni giorno da coloro che credono ancora in una Unità d’Italia , in un bene comune e nazionale.
Ora scoprite tutti di essere italiani ma solo a parole.
Parole inutili per chi muore ogni giorno, ogni ora, ogni minuto da solo, senza il conforto di un familiare.
Quanti muoiono a casa? Quanti infettati tra i sanitari, le forze dell’ordine e nel settore commerciale? Siete tutti responsabili di questa che assume i contorni di una strage senza uguali. Una Guerra che Mai avrei pensato di poter vivere nel mio Paese.
È il momento dell’unità? Allora ascoltate tutti, munitevi di mascherine e tute e fate squadra, insieme si diventa invincibili. Per il bene del paese mostrate umiltà e collaborazione con tutti.
Molti di coloro che attualmente sono al governo non sono stati eletti dal popolo; bene a loro mi rivolgo:
Siete in quella posizione non si sa perchè e non si sa da parte di chi, ma prima che sia troppo tardi, dimostrate che valete qualcosa come uomini e come politici, non solo come parassiti di un sistema decadente e allo stato brado.
Obbligate la gente a stare a casa in ogni modo possibile, correre e andare al mare deve diventare in questo momento di emergenza un reato, perché ora piú che mai ce lo chiedono i malati e i sanitari che la combattono questa guerra.
L’Esercito porta le bare fuori da Bergamo, per la cremazione fuori dalla Lombardia, una terra messa a prova durissima, che lotta senza tregua contro il male.
È un’immagine straziante, che colpisce con la forza di cento, mille pugni.
Chi crede, si raccolga in preghiera prima di addormentarsi.
Chi non crede, si stringa idealmente a questi nostri fratelli e sorelle, a una comunità devastata, che oggi piange oltre ogni misura, che vuole risorgere, che ha bisogno dell’abbraccio commosso e del sostegno di tutti gli Italiani.
Mai avrei pensato di giungere a una conclusione del genere solo qualche anno fa.
Ora però il pericolo è reale – sebbene non tangibile – e le potenziali conseguenze disastrose. Per provare a fermare il disastro sanitario, al quale farà seguito quello economico, non c’è altra strada.
Adesso vi scaglierete su di me perché scrivendo queste cose si mette in discussione la democrazia, perché quando si mettono per strada le forze dell’ordine o i militari, non è mai certo quando se ne andranno. Certo, con il Corona virus il pericolo è reale, anche per la grave crisi economica che si sta affacciando all’orizzonte, ma altrettanto pericoloso è il fatto che si venga monitorati negli spostamenti attraverso la rete dei cellulari, conseguenza messa in campo dal nostro puro menefreghismo.Purtroppo, però, tale controllo ha rivelato che molti continuano a muoversi come prima. E così rischiamo di non uscirne piú.
Io rivoglio la mia vita.
Se anche ognuno di voi la rivuole indietro, allora ognuno faccia la propria parte.


