La grande sfida inizia ora!!!

In questo “Mondo” di Silicone, geneticamente modificato, non ci hanno ancora consegnato il libretto di istruzioni sull’uso.

Finalmente i riflettori sono stati spenti.

La Sagra della Salsiccia denominata Expo 2015 ha chiuso i battenti; anche se ora è  giunto il momento di aprire un nuovo portale e di percorrere quell’intricato labirinto di cifre, conti, discussioni politiche e legali riguardanti il fatto se ne è valsa la pena o no!

Il primo articolo sulla questione Expo 2015 lo  pubblicai il 10 Febbraio 2015, molto prima dell’Apertura Ufficiale dell’Esposizione Universale, e già allora esprimevo i miei primi e forti dubbi in merito. Successivamente, nei sei mesi della durata di questa bellissima Sagra paesana, sono stato relegato nell’angolo dei Gufi Catastrofisti, disfattisti e rompiscatole. Non voglio soffermarmi troppo ne annoiarvi sul balletto delle cifre ufficiali e ufficiose delle quali molti si vantano in questi giorni. A chi mi dice che stiamo parlando di cifre record di affluenza, toccando quota 21-22 milioni, vorrei ricordare che sono stati  altri i numeri record di affluenza nelle passate edizioni. Concordo sul fatto che ci sono stati Expo con numeri inferiori di Milano, Hannover 2000, ad esempio, registrò circa 18 milioni quasi quanto il capoluogo lombardo; il dato peggiore riguarda Seattle nel 1962 con solo 9 milioni, ma i numeri record sono altri. Basti pensare a Parigi nel 1889 (stiamo parlando di 126 anni fa) con 32 milioni; o a Montreal nel 1967 con 50 milioni; o addirittura a Osaka nel 1970 con 64 milioni e così dicendo fino ad arrivare a Shanghai nel 201o con 73 milioni di visitatori. … Quindi chiudiamola qui questa polemica.

“Si, ma tu devi capire che l’Expo va vista come un investimento a lungo termine. Sarà qualcosa da lasciare in eredità ai nostri figli”

A riflettori spenti, cosa abbiamo lasciato in eredità?

I NUMERI:

Lasciando a parte tutta quella brutta storia di malaffare e inefficienze che già zavorravano pesantemente la lenta partenza dei lavori, con tutta una serie di arresti, indagini e indagati (questo compito lo lasciamo alla Magistratura), abbiamo lasciato in eredità un salatissimo conto da pagare che graverà, ovviamente, su tutti i contribuenti. Miliardi di soldi pubblici (cioè Nostri) di cui molti ancora fermi ( o peggio ancora volatilizzati) per le fantomatiche e faraoniche opere non ancora realizzate in tempo per Expo ( Strano!)

Tanto per capire solo come è partita l’intera vicenda:

164 euro al metro quadrato è la cifra spropositata pagata per i terreni venduti ad Arexpo. Praticamente quasi 10 volte tanto il valore originale dei terreni. Tutto questo in pieno conflitto di interessi, poiché tra gli ex proprietari dei terreni in questione, c’è anche la Fondazione Fiera di Milano che, guarda caso, è anche socia di Arexpo.

Giusto per farvi sorridere un po’.

C’è da dire che per l’area del Padiglione Italia, c’è stata una notevole impennata dei costi iniziali dovuta al fatto che l’intero terreno su cui doveva sorgere il nostro Monumentale Padiglione, era risultato gravemente inquinato, quindi, dopo averlo pagato a peso d’oro, si è dovuto ricorrere a saldare un conto da 72 milioni di Euro per bonificarlo… Senza Parole.

McDonald’s  & Coca Cola

invitare queste due Multinazionali a far da sponsor a Expo 2015  “Nutrire il Pianeta- Energia per la Vita”, è come invitare il Conte Dracula all’inaugurazione di una Scuola Materna …

La Carta di Milano  ( il fallimento di una grande occasione)

Non so se qualcuno di voi si è preso la briga di leggerla; presumo di si, visto che è stata firmata e sottoscritta da più di 1 milione di cittadini e successivamente tradotta in 19 lingue ( vi invito comunque a rileggerla tranquillamente su internet)

“…Sottoscrivendo questa Carta di Milano, affermiamo la responsabilità della generazione presente nel mettere in atto azioni, condotte e scelte che garantiscano la tutela del diritto al cibo anche per le generazioni future …”

Quindi?

Tutto ciò che è stato scritto in quel documento consegnato al Segretario dell’O.N.U.  Ban Ki-moon è molto bello, ma in fin dei conti non è altro che un elenco di buone intenzioni. Doveva essere il lascito morale di Expo 2015, ma non vi sono segnati nessun vincolo, nessuna restrizione, nessun ente competente internazionale ad effettuare verifiche. Nessun libretto di istruzioni su come legiferare per salvaguardare le popolazioni più deboli e più povere dall’incubo della Fame. Ci sono solo una lunga lista di buoni propositi. Ci sono solo i desideri di tanta brava gente che desidera un mondo migliore, ma non c’era bisogno di scrivere una Carta per dire tutto ciò. Sarebbe come dire che la gente comune, quotidianamente si inorridisce davanti ai fatti di cronaca o alle notizie di vittime innocenti di guerre, ma comunque sia, quotidianamente, vi sono in tutto il mondo nazioni che conducono scontri bellici contro altre.

Non tocca in nessun punto nodi cruciali come la proprietà dei semi, gli OGM, l’acqua come bene comune, i cambiamenti climatici con effetti devastanti sulla agricoltura e sull’allevamento( meno male che dal 30 Novembre al 11 Dicembre 2015 ci sarà a Parigi la Conferenza internazionale sul Cambiamento climatico … Siamo Ottimisti! Speriamo e tifiamo per loro!)

Nomi celebri e importanti come Barilla, Caritas, Slow Food e Oxfam Italia, che avevano partecipato alla prima stesura della Carta, alla fine non l’hanno sottoscritta e firmata perché è risultata una presa in giro, un semplice documento ” diplomatico “.

Nessuno sulla Carta di Milano ha pensato bene di aggiungere lo studio e la reale verità sugli OGM; sulla perdita delle biodiversità; sulle speculazioni  finanziarie di Multinazionali per le materie prime alimentari. … O peggio ancora:

Per non ferire nessuna Nazione, nessuno si è lontanamente sognato di nominare il Land Grabbing, il discusso accaparramento su larga scala di terreni agricoli in paesi in via di sviluppo da parte di Governi e compagnie straniere come Cina, Nestlè, McDonald’s o Coca Cola (Opss!!!)

C’è solo una lunga lista di buoni propositi con cui è impossibile non essere d’accordo. E allora di cosa stiamo parlando? Perché ad esempio nessuno ha pensato di nominare ciò che sta accadendo in Indonesia dove le mira di ricchezza e avidità di Multinazionali estere stanno letteralmente mettendo a ferro e fuoco intere foreste per far spazio alle coltivazioni di palme da olio, distruggendo con le fiamme un delicato ecosistema già pericolosamente precario e contribuendo all’estinzione di numerose specie animali tra cui l’Orango ( Buono l’olio di Palma!)

A noi cuochi di 40 -50 – 60 anni dicono che dobbiamo rinnovarci, dobbiamo guardare avanti e credere alle nuove tecnologie e nei nuovi metodi alimentari. Sono d’accordo. Ma avevamo una splendida occasione con questo Expo di fare un minimo di chiarezza su molti di questi punti in modo da poter lavorare al meglio per contribuire anche noi a lasciare qualcosa in eredità. Invece alla fine della fiera(è proprio il caso di dirlo) ci ritroviamo tutti in questa sala d’aspetto, attendendo un treno che non passa, avendo però già pagato anticipatamente un biglietto salato

 

vi consiglio di leggere anche questi due miei articoli:

“L’avanzata dell’ipocrisia”

“Noi umili Alchimisti di sapori”

Copyright 2015-2016  Devis Pasi| All Rights Reserved

devis-logo

Devis Pasi

Privacy Preference Center