la disfida delle informazioni
Quando divulgare notizie ed informazioni ritoccate oltre a creare panico ed inutili allarmismi, provoca anche danni seri ad una già precaria economia.
“La Disfida di Barletta”.
Correva l’anno del Signore 1503, il giorno 13 del secondo mese (Febbraio). In quel giorno si svolse uno scontro cavalleresco fra tredici cavalieri italiani, capitanati da Ettore Fieramosca, contro 13 cavalieri francesi. Il confronto venne vinto dai cavalieri italiani.
Oggigiorno in questa nuova disfida (ben poco cavalleresca), non si sa con certezza chi sarà il vincitore.
Da una parte si schiera lo I.A.R.C.
Agenzia internazionale per la ricerca sul Cancro con sede a Lione in Francia. Un organismo facente parte del OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), quest’ultima voluta e fondata dall’ ONU nel 1946 ed entrata in vigore e in piena efficienza dal 1948 con sede a Ginevra in Svizzera.
Dall’altra parte dello schieramento, vi sono frotte di nutrizionisti, giornalisti, allevatori, commercianti, chef di cucina e tanta, tanta gente comune che, in un solo istante, si sono visti sparecchiare le proprie tavole imbandite da ingombranti vassoi carichi di salumi, insaccati e tutta una serie di carni rosse, per far posto a miseri piatti di tofu, soia e, nella peggiore delle ipotesi, da insetti croccanti e sugosi.
Dimenticavo … Oggi sono entrati in scena anche gli esperti di Oxford.
Ma noi in tutto questo balletto, cosa dobbiamo fare? A chi dobbiamo dar retta?
Incominciamo a fare un poco di chiarezza:
Il 26 Ottobre 2015 l’OMS ( più precisamente lo I.A.R.C.) dichiara di aver scoperto l’acqua calda; ovviamente una notizia di questo genere non avrebbe avuto nessun tipo di effetto sui comuni mortali. Alcune testate giornalistiche, per aver la possibilità di vendere due copie in più decidono di titolare a caratteri cubitali:
“L’OMS decreta che la carne fa venire il Cancro” utilizzando in maniera subdola due parole chiave: OMS e Cancro.
In poco meno di una settimana, un terremoto mediatico si abbatte sui giornali e su tutti i social network. Abbiamo assistito alle reazioni più disparate: Chi urlava che la carne è uguale al Cancro. Gruppi di animalisti, vegetariani e vegani che gongolavano sulla loro imminente vittoria. Addirittura chi equiparava il panino con la Mortadella all’Amianto o al fumo di sigaretta.
Un caos mediatico che alla fine é risultato una bolla di sapone prossima allo scoppio.
Il problema fondamentale è uno solo: La comunicazione.
Lo I.A.R.C. e di conseguenza l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono enti competenti e seri, ma quando comunicano dati o risultati di ricerche come questo, non tengono conto che verranno letti non solo da scienziati o addetti ai lavori, ma anche da gente comune che, in buona fede o malafede, non riusciranno o peggio ancora non vorranno darci il giusto peso; le conseguenze sono agli occhi di tutti.
Nello specifico si era parlato di una ricerca finalizzata al cancro del Colon e di un inserimento delle carni trasformate (salumi, salsicce, carni salate o affumicate)nella categoria “cancerogene” e le carni rosse nella categoria “probabili cancerogene”. Ma attenzione! Solo un consumo eccessivo ed un abuso. Il tutto accompagnato da una serie di elaborazioni e statistiche difficilmente interpretabili dalla maggior parte del pubblico.

Le carni lavorate come i wurstel “sono cancerogene”, e vanno inserite nel gruppo 1 delle sostanze che causano il cancro a pericolosità più alta come il fumo e il benzene. Classificazione delle sostanze in base al grado di evidenza di cancerogenicità emerso dagli studi (88mm x 110mm)
La comunicazione è tanto importante quanto complessa, anche perché quotidianamente affronta un muro difficilmente invalicabile: il fatto che ognuno di noi elabora ed interpreta le informazioni in maniera diversa.
Chiunque faccia informazione, o si ritiene tale, ne dovrebbe tener conto!
Parole chiave come quelle titolate nei giornali o sui Social come ” Cancerogene” o “Tossiche”, senza le dovute spiegazioni, provocano in noi allarmismi inutili e malsani. Non si può affermare che se mangi salumi allora ti verrà sicuramente il cancro al Colon. Ma insomma vogliamo spiegare bene come stanno le cose?
Per gli scienziati la parola “Cancerogena” è in realtà un fattore che se assunto in determinate dosi e per un certo periodo, può aumentare il rischio di un determinato cancro durante l’intero ciclo di una vita.
Per molti giornali e per la gente comune se una sostanza o un alimento è “Cancerogena” o “Tossico”, questo farà sicuramente venire subito il cancro.
A mio modesto parere é stata una comunicazione terroristica di molti giornali e Social con fini sicuramente commerciali, e purtroppo in molti ci sono cascati.
Secondo Coldiretti questo balletto di informazioni genera conseguenze traumatiche in un settore già pesantemente minato e mortificato dalla crisi economica che stiamo vivendo. Ci sono a rischio circa 180.000 posti di lavoro nel Made in Italy a Tavola (un valore approssimativo ai 32 Miliardi di euro). Penso e credo che oltre alla salute ci siano interessi ostili alla nostra cultura enogastronomica. Guarda caso il 28 ottobre, due giorni dopo l’allarme dell’OMS il Parlamento Europeo ha dato il via libera agli insetti a tavola come cibo del futuro… Aiuto!!
Secondo me, i cittadini di Taranto non muoiono di Cancro o Leucemie perchè mangiano Prosciutti o Salami. Gli abitanti dell’hinterland di Malpensa, Linate o Fiumicino non si ammalano perché si ingozzano di Würstel.
Ma di questo o di altri casi e nomi eccelsi come Marche di Fast Food, famose bibite gasate o Multinazionali Alimentari, i giornali non ne fanno una crociata mediatica.
La comunicazione corretta è importante!
Un ultimo esempio: il 19 Ottobre il New York times pubblicava “Il pesto alla genovese danneggia l’ambiente”.
Perché devi fare un titolo così scemo? Semplicemente perché lo sfruttamento dei pini coreani che producono i pinoli nella parte orientale della Russia mette in pericolo quella regione. Tutto questo perché negli Stati Uniti il pesto alla genovese è molto apprezzato e di conseguenza per abbattere i costi, si prepara la salsa con i più economici pinoli dei pini coreani. Ma è un problema di Marketing e mercato esclusivamente Americano. perché incolpare il povero pesto alla Genovese? Ma nessuno si è mai accorto che i pini non vengono abbattuti per raccogliere i pinoli e che ci sono delle apposite coltivazioni atte proprio a questo scopo?
Preparatevi poiché a partire da maggio 2016 inizierà lo studio e la ricerca da parte dello I.A.R.C. sul caffè, quindi sicuramente ci sarà una nuova disfida di informazioni…
Nel frattempo attenti a bere troppa acqua! … C’è chi sostiene che è mortale, perché secondo le statistiche ogni anno muore un sacco di gente affogata!
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