inTAVOLAndo una discussione
Di Italie ce ne sono tante in giro per il mondo.
C’è l’Italia dell’Arte con i suoi capolavori storici.
L’Italia dello Sport con i suoi trionfi in svariate categorie, non solo calcistiche.
L’Italia della Moda grandi marchi e grandi aziende che hanno contribuito alla storia e al trend dell’abbigliamento.
L’Italia della politica ( di questo sicuramente è meglio non parlarne)
Poi c’è Lei… L’Italia del Food & Wine:
Ogni regione, ogni provincia, ogni città è intrisa di una tradizione culinaria che si tramanda di generazione in generazione.
La domanda sorge spontanea: se abbiamo questo senso innato di una cultura gastronomica tramandata nel tempo e se è vero che ogni regione, provincia o città che siano, hanno differenti modi di lavorare e trasformare i prodotti, perché le cucine regionali improvvisamente spariscono?
Qualcuno potrebbe rispondere colpa della Globalizzazione.
Quel processo economico, sociale, culturale, politico e tecnologico che ha una forte rilevanza anche a livello planetario sia in maniera positiva che negativa. Ma la Globalizzazione, a mio modesto parere, non può e non deve avere effetti o rilevanze a livello gastronomico.
Al giorno d’oggi il Sapore è quasi uguale per tutto.
Oltre alla desertificazione della Terra, stiamo assistendo ad un processo veloce della desertificazione delle tavole. Via via perdiamo parte della nostra cultura e subiamo un impoverimento delle nostre papille gustative. Tutto deve essere pronto, veloce e già composto poiché anche noi stessi non abbiamo più nemmeno il tempo e ahimè a volte i soldi per mettere i piedi sotto al tavolo e gustarci qualcosa di prelibato assaporandolo al meglio.
In questo nuovo mercato unico prevalgono maggiormente alimenti abbondanti di proteine, grassi e zuccheri.
Abbiamo omogeneizzato le culture gastronomiche frullandole tutto in un unico mixer con il risultato che molti Paesi stanno perdendo la loro identità gastronomica. Stiamo conducendo una tale vita frenetica che oramai perfino noi stessi ci convinciamo che non abbiamo tempo per farci da mangiare, o peggio ancora tempo per mangiare.
Frenetici noi, ma soprattutto frenetico il processo di unificazione dei mercati che hanno indotto a comportamenti dannosi per la salute ( un aumento esponenziale di malattie come il diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, fino ad arrivare in casi estremi anche alla Sindrome Metabolica).
In questo enorme calderone ci mettiamo anche la perdita dei nostri vari “Made in Italy”.
Tutto questo enorme business ha portato non solo all’impoverimento, ma addirittura a modificare o a cancellare ricette storiche che un tempo il solo nome rievocava il ricordo del “Bel Paese”.
Ho viaggiato e lavorato parecchi anni all’estero, dove risiedo tutt’ora, e uno dei tanti esempi, forse il più significativo è quello della “Carbonara”.
Siamo arrivati al punto che in molti Paesi vi sia la convinzione che la Carbonara è composta da Panna Uova e nel peggiore dei casi Prosciutto Cotto, il tutto abbondantemente annaffiato con formaggio grattugiato di dubbia origine (esperienza vissuta direttamente di persona)
Qui è inutile costruire uno stato accusatorio su chi abbia la responsabilità di questo scempio, ma perché distruggere una ricetta che ha comunque sempre un proprio valore culturale e storico?
La Carbonara deve essere eseguita solo con alcuni ingredienti semplici, perché è nata come piatto semplice da persone semplici!
Guanciale – un uovo per porzione – pecorino romano di ottima qualità sale e pepe.
Non dimenticatevi il pepe!!!
Una leggenda narra che un tempo i lavoratori si recavano nei boschi a produrre carbone, portando con se uova , guanciale e pecorino e al momento del pranzo cucinavano questi ingredienti per prepararsi un buon piatto di pasta ricco e sostanzioso per affrontare al meglio le fatiche del loro lavoro. Nell’avvicinarsi ai loro piatti fumanti, la polvere del carbone depositata sui loro vestiti, inevitabilmente svolazzava sul cibo, annerendolo.
Sebbene e con un certo stupore un recente studio di Emilio Dente Ferracci , archeologo e storico della cucina, afferma addirittura che la carbonara sia stata inventata negli Stati Uniti.
Nel 1942 Ancel Keys , biologo e fisiologo statunitense, inserì nella “Razione K” gli ingredienti tuorlo d’uovo in polvere e il bacon con gli spaghetti per aumentare la dose di carboidrati per le truppe di soldati americani spediti nei vari fronti di guerra.
Ma queste sono discussioni che lascio agli altri; da buon idealista mi trovo a compiacermi di più seguendo la tesi della leggenda
Alla povera Italia stanno togliendo tutto!
Facciamo in modo che non ci venga tolta anche la nostra Storia!
Ebbene si! Perché la Cucina è anche Storia e Voi ogni tanto fermatevi, trovate il tempo per sedervi a tavola e gustare un buon piatto originale con un buon bicchiere di vino e vedrete che piano piano i ricordi e i sapori riusciranno ad attraversare quel manto ovattato di limbo che la Globalizzazione e le Multinazionali hanno sparso sui nostri cibi
Portiamo più Umanità a tavola
…sono le nostre scelte quotidiane a fare la differenza…
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Buon appetito




