I Moschettieri della cucina italiana

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Il Valore della vera amicizia, oltre i confini, le distanze, i timori e le differenze.

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Questa è una Storia che parla di Amicizia, una vera Amicizia scritta in maiuscolo poiché di questi tempi, di questi sentimenti se ne sentono davvero poco in giro.Parleremo di come tre perfetti sconosciuti ma con una grande passione in comune, riuscirono a trasformare una semplice conoscenza di una sera in una storia di Valori, Condivisioni, Collaborazioni e progetti comuni.

I Moschettieri della Cucina Italiana sono tre Chef professionisti, insigniti della carica di “Maestro di Cucina” dall’Associazione Professionale Cuochi Italiani.

Hanno dedicato tutta la loro vita all’arte della Cucina, sacrificando i loro affetti più cari, i loro amici, il loro tempo libero (poco) saziandosi solo del gusto e della passione di questo antico mestiere.

Tutti e tre hanno ricevuto prestigiosi riconoscimento in campo nazionale ed è appunto in una di queste serate di premiazione che i nostri tre Moschettieri si incontrano per la prima volta.Ci troviamo a Perugia il 25/26 Marzo 2010 e siamo all’evento  “Stelle della Ristorazione” un importante premio organizzato da A.P.C.I. dove vengono chiamati cuochi e chef da tutta Italia per riconoscere e gratificare il loro costante impegno nel salvaguardare e rispettare le regole della buona cucina italiana.

I primi due ad incontrarsi furono Francesco Spelta e Devis Pasi, rispettivamente compagni di stanza nell’albergo che li ospitava. Il primo approccio non fu dei più semplici: Devis persona timida e riservata di corporatura minuta e magra, dopo aver bussato alla porta della camera, si ritrovò di fronte un energumeno in mutande e canottiera. L’omone dopo aver scrutato la figura di fronte a lui chiese

“E tu chi sei?”

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Il piccolino si fece coraggio e dopo aver balbettato un po’, si presentò. Una sonora risata uscì dalla bocca di Francesco facendolo entrare: “Ah ah ah e tu saresti un cuoco? Magro così? Credevo fossi un rappresentante di spazzole! Dai entra e sbattiti sulla branda che dopo andiamo a farci una birra!!”

Dopo questo primo contatto, i due decidono di cambiarsi e di scendere giù per fare una breve esplorazione nei dintorni dell’albergo.Si rendono conto entrambi quasi subito di avere molte cose in comune, e in modo molto semplice, quasi naturale iniziano subito a fraternizzare, non accorgendosi che da lontano, in disparte, qualcuno li stava spiando. Una presenza silenziosa, una figura enigmatica e misteriosa che non aveva staccato lo sguardo dai due nuovi arrivati. Alla sera, terminati i festeggiamenti e le premiazioni, Devis e Francesco decidono di fermarsi al bar dell’albergo prima di ritirarsi in camera, giusto per finire di raccontarsela. Erano tutti e due appoggiati al bancone intenti a bere, quando dall’altra parte del bar si materializzò la figura tetra e tenebrosa e si avvicinò a loro presentandosi:

“Buona sera! Mi chiamo Andrea … Ci facciamo una bevuta insieme?”

Da quel momento scatta la scintilla magica per tutti e tre e inizia così la loro splendida Storia fatta di serate assieme, di collaborazioni, di allegria, di amicizia.

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Andrea Bevilacqua

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Francesco Spelta

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Devis Pasi

All’epoca, Andrea e Francesco erano titolari di due ristoranti nelle loro rispettive città, mentre Devis si apprestava ad aprire il suo:

Andrea, milanese d.o.c., nella sua Milano, gestiva un antica locanda con gusto e maestria, dove fondeva la cucina milanese con la raffinatezza e il suo saper fare di grande cucina.

Francesco, abitava a Pavia, e lì aveva aperto il suo ristorante, dove, se volevi mangiare sano, genuino, e gustare ancora gli antichi sapori dell’Oltrepò pavese, eri obbligato a varcare la soglia, sederti, e prepararti a un viaggio nella antica ristorazione tradizionale.

 

La prima cosa che apparve evidente a tutti e tre, fu il fatto di come riuscivano a parlare, fin da subito, senza alcun tipo di remora, di timore, ma soprattutto senza alcuna invidia o secondo fine.Riuscivano e riescono tutt’ora a trovarsi sempre d’accordo su tutto, senza alcuna discussione, dando sempre la precedenza all’affiatamento del gruppo o delle esigenze di tutti e tre, senza mai interporre il loro proprio tornaconto personale. Nonostante abitino in città diverse, con mille impegni diversi, a volte basta una telefonata e in due e due quattro, riescono ad organizzare una serata assieme. A volte per una semplice bevuta, altre volte per organizzare un evento o una serata particolare.

La sinergia nella quale operano è tale al punto che non hanno bisogno di provare le loro serate. Semplicemente si mandano mail con idee nuove di piatti o ricette da modificare, e nel momento in cui si infilano la loro divisa da Moschettiere si mettono subito all’opera e la serata è di sicuro un successo. Sono tante le serate, gli eventi o gli inviti cui hanno partecipato i tre Moschettieri, non basterebbe un solo articolo.Vederli lavorare assieme non solo è bello per la maestria o le loro tecniche che unite tra di loro creano una miscela esplosiva, ma l’ingrediente principale delle loro serate, è l’Amicizia che li lega e lo si nota dall’energia che brucia dietro ai loro sguardi o celata attraverso i sorrisi che si scambiano durante le preparazioni o nell’esecuzione della serata. Il saper condividere il tutto; l’aiutarsi a vicenda nei momenti di difficoltà; la voglia di sentirsi e di vedersi; questo bellissimo Mestiere che li ha uniti; la voglia di rimettersi sempre in discussione, confidando sempre sui consigli degli altri due.

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 Questa in semplici parole è la storia di una vera Amicizia.

Questa è la storia dei Moschettieri della cucina italiana.

 

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Il 10 Giugno 2010 fanno la loro prima apparizione assieme in una serata intitolata “Fiori e Frutti” presso il Ristorante “Osteria del Rebelot”, a Pavia, gestito da Francesco Spelta. In questa serata provano a fondere le loro tre cucine, miscelando le ricette e gli ingredienti delle loro culture gastronomiche di appartenenza.

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Il risultato finale è quello di una piacevole e divertente serata. Che decidono di replicare di replicare il 24 Giugno 2010 sempre all’ “Osteria del Rebelot”. Questa volta il tema della serata è l’aceto balsamico, e i nostri tre Moschettieri si cimentano in una elegante e creativa composizione di ingredienti e ricette con l’ “oro nero” modenese.

 

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A questo punto, i tre moschettieri sono lanciati, e si proiettano verso settembre 2010, quando danno vita al gran galà dei moschettieri a Milano, presso Antica trattoria Bagutto, locale che Andrea Bevilacqua gestisce in maniera superba. Si tratta di una serata davvero importante dove sono presenti personaggi pubblici, giornalisti, e la rappresentanza di A.P.C.I. associazione professionale cuochi italiani. Si lavora duramente e intensamente, i momenti di tensione si alternano con momenti di allegra goliardia e spensieratezza… e alla fine anche questa serata viene proclamata vincente.

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IL BATTUTO DI ROMBO CHIODATO CON UOVA DI SALMONE , SUCCO DEL FRUTTO DELLA PASSIONE , PEPERONI E GRAPPA DI CHAMPAGNE

 

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LE VARIAZIONI DI GAZPACHO E PESCE

 

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I TORTELLI AL BAGOSS CON CANNOCCHIE E FINFERLI

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LA TORTA DEI MOSCHETTIERI

Un mese dopo, sempre a Milano, si replica con una serata dedicata allo Champagne, con una Royale di ricci di mare con granita allo Champagne, un cartoccio in trasparenza di ostriche e capesante su fonduta di Champagne, risotto mantecato con ostriche e formaggio fresco; una scaloppa di branzino sobbollita allo Champagne, su purea di lattuga e vellutata ai pistilli di zafferano e per concludere una crema cotta ai mirtilli con cialde di croccante alle nocciole.

Si conclude così l’anno e la nostra prima parte di questo articolo dedicato non solo ai Moschettieri della cucina italiana, ma a tutti coloro che quotidianamente mettono il proprio lavoro, la propria passione, la propria esperienza e il frutto di anni di sacrifici per soddisfare il nostro bisogno di trascorrere una piacevole serata seduti al tavolo di un ristorante.

 

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