cosa c’è che non va?

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sono le nostre scelte quotidiane a fare la differenza…

Oggi leggevo un interessante articolo sull’odissea dell’olio di palma:

Le aziende alimentari italiane dicono addio all’olio di palma!

Circa 18 mesi fa su Change.org venne lanciata una petizione da ” il fatto alimentare.it” e da ” Great Italian Food Trade”, inerente al problema del consumo di olio di palma da parte di molte aziende alimentari. Ad oggi, questa petizione è stata sostenuta da circa 176 mila firme.

Ora, come sempre, cercheremo di analizzare in maniera corretta e imparziale (speriamo) questa intricata vicenda. Ovviamente dove vi sono alcuni sentori di polemica, mi ci butto a capofitto. Chiedermi dei pareri su polemiche riguardanti il campo alimentare, della ristorazione, della salute è come invitare un oca a bere … si sfonda sempre una porta aperta!

Incominciamo:

L’annuncio è stato dato Giovedì 5 Maggio 2016 da AIDEPI

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l’associazione che raggruppa molti marchi famosi del settore alimentare italiano:

“Abbiamo seguito con la massima attenzione la diffusione del parere dell’Efsa sulla presenza dei contaminanti 3-Mcpd e Ge in molti alimenti inclusi alcuni prodotti da forno e, come sempre abbiamo fatto in passato, ci impegnano fin da ora a fare, nel più breve tempo possibile, tutte le scelte necessarie per la massima tutela della salute del consumatore. Ogni indicazione dell’Efsa è per noi un riferimento imprescindibile, anche rispetto alle nostre strategie aziendali e associative, e quindi non mancheremo di intraprendere i percorsi necessari per onorare il patto di fiducia che da sempre abbiamo con i nostri consumatori. Con questo obiettivo ci siamo già messi in contatto con il Ministero della Salute per valutare insieme come procedere dando la nostra massima disponibilità e collaborazione. Aidepi rappresenta aziende e imprenditori che si sono sempre distinti per responsabilità sociale, avviando spesso percorsi a tutela della salute pubblica prima ancora che si trasformassero in obblighi di legge. Anche questa volta faremo la nostra parte”.

in breve per dire che dopo il parere dell’Autorità per la Sicurezza Alimentare europea sulla presenza di sostanze cancerogene e genotossiche nell’olio di palma, l’AIDEPI si impegna nel breve tempo possibile ( cioè dopo aver esaurito tutte le loro scorte immagazzinate) a bla bla bla bla .

Ma come? In tutto questo tempo AIDEPI ha investito circa 10 milioni di euro in spot pubblicitari e annunci in cui si proclamava il fatto che l’olio di palma è un ingrediente sano, naturale e rispettoso dell’ambiente!

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Ecco, appunto! Parliamone.

Tutto questo tempo dove lobbies del settore agroalimentare ci hanno offuscato la vista con pareri scientifici, relazioni di esperti nutrizionisti e bla bla bla bla.

E adesso? Chi lo dice alla mamma? Perché uno dei punti fondamentali è quello del consumatore finale, e visto che stiamo parlando di prodotti da forno, merendine, prodotti dolciari, cosmetici e così via, bisognerà pure dare una risposta ai quesiti di tutte quelle donne che, in questo periodo, hanno quotidianamente riempito il proprio carrello della spesa con questi prodotti. Non è sufficiente uscirne fuori con un sorriso stampato sulle labbra e dichiarare:

“faremo tutto il possibile nel breve tempo”

Ma dico io, ve ne siete accorti solo ora? E fino adesso che cosa ho dato da mangiare a mio figlio?

Ah già! Dimenticavo… La colpa è solo nostra, perché da bravi genitori noi non leggiamo mai le etichette stampate in modo chiaro e visibile dichiaranti gli ingredienti. La colpa è nostra! Non loro che per scopi tutt’altro che benefici, hanno lucrato sulla salute degli altri, senza prima testare veramente ed in maniera efficace se effettivamente erano prodotti salutari. Oppure è tutta una bufala mediatica? Allora dovrebbero intervenire le Autorità competenti a risolvere il quesito, ma fino ad oggi non c’è nessuna presa di posizione precisa.

Diventa come il problema delle sigarette. Una volta che sul pacchetto viene scritto che nuoce gravemente alla salute, il problema è risolto! Cosa c’è che non va? Me lo sto domandando in maniera dannatamente seria da parecchio tempo. Mi viene da ridere perché quando mesi fa denunciavo questo tipo di problema, venivo sistematicamente criticato e giudicato male. Ultimamente ne avevo parlato nel mio articolo “La Grande sfida inizia ora” dove, oltre all’olio di palma, denigravo l’operato dell’Expo 2015, in cui problematiche importanti e serie come questa, non se ne parlava e se per sbaglio capitava, se ne dava poco rilievo.

Senza contare il fatto più increscioso legato alle coltivazioni dell’olio di palma:

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Nel Sud Est Asiatico, nell’Africa, in America Centrale e Sud America, si continua a fare come nel Far West

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Una volta si rapinavano i treni con bande di malviventi a cavallo; ora si rapinano veri e propri grandi appezzamenti di terreno da banditi in giacca e cravatta a danno delle popolazioni locali, deforestando migliaia di ettari di foreste per lasciare spazio a terreni coltivabili

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Ci stiamo avvelenando da soli, e non solo noi, ma anche i nostri figli e i nostri nipoti… Complimenti!

Senza contare il fatto che la maggior parte delle volte per deforestare cosa si fa? Semplicemente si dà fuoco a tutto, provocando la morte e il rischio di estinzione di specie come l’Orango, l’Elefante del Borneo o la Tigre indonesiana.

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Complimenti!

Ma in fin dei conti chi se ne frega degli Oranghi? Abbiamo altri pensieri per la testa:

L’isola dei famosi, il Grande Fratello, Sanremo, le partite di Calcio, Uomini e Donne, C’è posta per te, Amici, bla bla bla bla bla bla 

Continuando a citare ciò che ho letto stamattina sul “fatto alimentare.it”; si parlava della vicenda che molte aziende italiane abbiano da sempre, deliberatamente, ignorato i dossier delle Autorità sanitarie francesi, del Belgio e della FDA americana. L’ultimo episodio è di 10 giorni fa, firmato dall’Istituto Nazionale Olandese per la Salute pubblica. Nonostante questo, l’AIDEPI  ha investito ulteriormente migliaia di euro per invitare direttori di giornali, vari giornalisti ed esperti in pranzi, cene e viaggi in Malesia per convincerli che l’olio di palma era buono e sano.

Lungi da me l’idea di pensar male….. però…. guarda il caso. Nel Febbraio del 2016 il parere del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità evidenziava i rischi dell’olio di palma per  bambini e adolescenti.

 Ma come? Per bambini e adolescenti? Ma sono i maggior consumatori di alcuni dei loro prodotti di punta.

E allora cosa si fa? Si distorce leggermente la notizia dalle colonne di alcuni importanti giornali e dai vari siti, proclamando che il giudizio del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità era allineato con quello dei produttori.

Per par condicio bisogna anche dire che il presidente di AIDEPI ribadisce la posizione associativa:

“Le grandi aziende aderenti ad AIDEPI si sono impegnate ad acquistare il 100% di olio di palma sostenibile certificato RSPO”

Cosa intendono per sostenibile?

Mi auguro che come consumatore, come addetto ai lavori e come genitore che l’utilizzo di un prodotto tanto dibattuto e controverso sia oggetto di indagini serie e di approfondimenti da parte delle Autorità Competenti con la finalità primaria della nostra salute e della salute del pianeta.

alla faccia del TTIP.

Un plauso ai giornalisti e ai loro direttori per la loro franchezza.

Un plauso al Ministero della Salute per vigilare costantemente su di noi.

Un plauso a tutti noi ( e ce lo meritiamo) , che pur sapendo, continuiamo a chiuderci in casa, davanti al televisore, ad ingozzarci di schifezze.

portiamo più Umanità sulle nostre tavole

sono le nostre scelte quotidiane a fare la differenza…

 

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