Un Omaggio dalla Terra al Mare

 

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Provate per un momento ad immaginarvi a camminare in una verde e fresca pineta, in giorno d’estate, dove le fronde degli alberi vi riparano dalla calura e dal sole.

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Respirate i profumi della terra bagnata all’ombra e del verde che vi circonda. Dopo un po’ di tempo vi accorgete che il sentiero che state percorrendo, conduce ad una spiaggia in riva al mare, mentre la brezza marina vi investe, inebriandovi le narici del suo profumo salmastro

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Tutto questo nella sua semplicità e nella sua complessità è quanto ho immaginato quando ho fatto questo piatto.

Di per se è un piatto molto semplice, ma nel momento in cui lo andate a degustare, sprigiona una serie di sapori naturali che si vanno ad intersecare nella vostra bocca. L’aroma intenso del pesto di Basilico che si accompagna al gusto delicato della capasanta e al sapore del gambero; una morbidezza nel palato accentuata dalla croccantezza delle nocciole tostate. In ultimo l’abbinamento fra terra e mare, viene visualizzato nella capasanta grigliata e successivamente impanata nella polvere di nocciola.

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Per la preparazione di questo piatto, prendiamo del pesto di basilico ( in riferimento al mio articolo precedente su questa pianta aromatica) dei gamberi,delle capesante (di cui ahimè son ghiotto) e delle nocciole tostate e tritate.

Inizialmente andiamo a soffriggere della cipolla tritata e un poco di aglio ( o se preferite potete usare direttamente dello scalogno che, oggigiorno, fa più`figo eh eh eh ).

Aggiungiamo le capesante tagliate sottili e i gamberi; dopo un paio di minuti sfumiamo con del vino bianco frizzante secco. Togliamo dal fuoco e irroriamo con un mestolino di fumetto di gamberi (questo ci aiuterà nel sapore e nel mantenere comunque la morbidezza di capesante e gamberi).

Andiamo a grigliare velocemente un’altra noce di capasanta, ruotandola di continuo in modo da fargli avere una sottile crosticina su tutti i lati pur mantenendo i succhi all’interno ( per questa operazione io in cucina utilizzo un fry top, ma potete comunque usare una padella antiaderente e bella calda).

A operazione ultimata immergiamo la noce di capasanta in una ciotolina contenente nocciole precedentemente tostate e finemente tritate. Aggiungiamo il pesto di basilico al sugo di pesce; stemperiamo bene il tutto in modo che risulti di un verde brillante e rimettiamo il tutto sul fuoco; aggiungiamo la pasta e condiamo,saltandola. Alcuni istanti prima di servirla andiamo ad aggiungere delle nocciole tostate e tritate in maniera più grossolana rispetto a quelle di prima. Impiattiamo.

Buon Appetito!

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Il riferimento e la storia del basilico è stato precedentemente descritto nel mio articolo di ieri …

Ora vi racconto alcune curiosità riguardante le capesante che ho scoperto recentemente.

Le Capesante sono conosciute anche con il nome di Conchiglia di San Giacomo; nel corso dei secoli il pellegrino raccoglieva sulle spiagge della Galizia le conchiglie di S.Giacomo e le cuciva sul mantello da viaggio, poiché queste stavano ad indicare e a certificare l’avvenuto pellegrinaggio nella città di Santiago di Compostela e la prostrazione dinnanzi la tomba di San Giacomo,apostolo di Gesù Cristo.

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Servivano anche per farsi esentare da alcune tasse al momento del loro rientro nei propri paesi, e sopratutto per ottenere la dispensa sul pagamento dei pedaggi lungo la via del ritorno.

Oltre alla iconologia del Pellegrinaggio a Santiago di Compostela, permettetemi di divulgarmi ancora qualche istante nel segnalarvi la presenza di conchiglie di Capesante  nello stemma della società petrolifera Shell

Shell_Logo  ( fonte www.Shell.it)

Nella Venere di Botticelli

botticelli-birth-venus (fonte www.uffizi.org)

Nello stemma araldico di Papa Benedetto XVI

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La conchiglia della capasanta in questione, possiede un significato teologico, ricordando la leggenda di Sant’Agostino, il quale trovando un ragazzino sulla spiaggia con in mano una conchiglia, si rese conto che quest’ultimo cercava di mettere tutta l’acqua del mare in una buca di sabbia. Quando Agostino chiese la spiegazione di quel gesto ed ottenne la risposta, egli capi` subito il riferimento al suo inutile sforzo di tentare di far entrare l’infinità di Dio nella limitata mente umana (fonte  www.w2.vatican.va)

 

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