Zucchero… carezza seducente di un provocante delinquente

Tutti noi sentiamo il bisogno di mangiare dolci, a volte però questo fabbisogno diventa addirittura irrefrenabile ed il consumo aumenta vertiginosamente tanto che, in alcuni casi, si integra nella nostra alimentazione quotidiana fino a diventarne un’assuefazione.
Ma cos’è che ci spinge a soddisfare questo nostro desiderio incontrollabile di “Dolce”?
Sono tante le motivazioni, mi permetto di elencarne solo alcuni esempi:
In primis metterei:
Gusto
Questo splendido senso che abbiamo innato in noi, sembra prediligere l’insinuante piacere del dolce; tutto ciò che contiene zucchero ci piace, ha un buon sapore.
Tutti noi abbiamo sempre voglia di mangiare cibi gustosi che offrono al nostro palato un piacere delizioso. Certo, le coccole occasionali con i dolci non fanno male, ma come in tutte le cose non bisogna esagerare. Dovrebbero essere occasionali, non frequenti.
Emozioni
Alcune persone, avvertono la voglia di mangiare zuccherato in determinate occasioni, nel momento in cui alcune loro emozioni si sviluppano in modo crescente.
Da sempre e inconsapevolmente l’aumento del fabbisogno di assorbire dolci da parte del nostro organismo, è dettato da una associazione con sentimenti tipo tristezza, noia, frustrazione, depressione, solitudine, ma stranamente anche dal suo opposto, … felicità.
Stanchezza
E` stato appurato che assorbire zuccheri, attribuisce energia al nostro organismo! Siamo consapevoli del fatto che il nostro corpo riesce a convertire velocemente lo zucchero in un potente energetico, di conseguenza, la tentazione per i dolci, aumenta in maniera esponenziale quando avvertiamo la necessità di carburante. E`una sensazione, nonché uno sbaglio, che facevo anche io quando praticavo Alpinismo e mi dilettavo a scalare montagne. Mi succedeva soprattutto, quando non mangiavo correttamente o non ingerivo cibi contenenti sufficienti carboidrati per darmi l’energia giusta di cui avevo bisogno.

Ma allora non dobbiamo più mangiare dolci?
Domanda provocatoria, alla quale mi sento di rispondere che mangiare dolci ogni tanto fa bene al nostro fabbisogno, ma attenzione a non esagerare e sopratutto attenzione allo zucchero
E` qui che voglio attirare la vostra attenzione:
Ho sempre considerato lo zucchero come uno dei principali componenti energetici e benefici della nutrizione in generale. Erroneamente, ero convinto che fosse davvero utile per la nostra muscolatura e per alcuni meccanismi del nostro cervello.
Chi mi conosce, sa che non sono mai stato un amante dei dolci, e ultimamente ho deciso di approfondire la conoscenza sul procedimento di produzione di questo elemento.
Sappiamo tutti che dalla barbabietola o dalla canna da zucchero, viene estratto il succo zuccherino.
Sappiamo anche che quest’ultimo è sottomesso a complesse trasformazioni da parte delle industrie.
Quello che invece, purtroppo, non siamo a conoscenza, è il fatto che per la prima depurazione, viene fatta l’aggiunta di latte di calce,(chiamato anche calce spenta o più propriamente idrossido di calcio Ca(OH)2 ) una sospensione di particelle di idrossido di calcio in acqua, utile e abbondantemente utilizzata in molti processi chimici. In campo alimentare, non solo viene utilizzata per lo zucchero, ma anche per l’elaborazione dell’acqua per la produzione di alcool e bibite analcoliche. Questo processo, provoca la dissoluzione di sostanze organiche, proteine, enzimi.
Lo scopo è quello di neutralizzare gli acidi organici presenti che altrimenti inizierebbero velocemente a trasformare il saccarosio in glucosio. Il sugo viene scaldato a circa 95 °C. Grazie al latte di calce precipitano moltissime impurezze e residui (si dice che il sugo viene chiarificato) che formano una fanghiglia, separata per gravità o centrifugazione. Queste impurezze comprendono tra le altre cose glucosio e fruttosio, ceneri inorganiche, amminoacidi, pectine, fibre e altre proteine.
Il succo a questo punto viene riscaldato per far evaporare parte dell’acqua sino a raggiungere una concentrazione d’acqua di circa il 35%.
Nella soluzione ora insieme ad acqua, zucchero e qualche impurezza, ci sono degli ioni calcio (Ca++) in eccesso provenienti dal latte di calce e per eliminarli normalmente di soffia nel liquido dell’anidride carbonica che si “prende” gli ioni calcio e forma il carbonato di calcio che si deposita (i chimici dicono che precipita) né più né meno di come fa nella vostra lavastoviglie.
Solo ora inizia la fase di cristallizzazione in cui il saccarosio viene separato, in più fasi successive di centrifugazione ed evaporazione, dalla melassa sino a produrre lo zucchero grezzo di canna che possiamo comperare al supermercato. La melassa viene principalmente utilizzata come mangime animale.
Dallo zucchero grezzo a quello raffinato
La raffinazione è il processo per cui lo zucchero grezzo viene separato dai residui di melassa per ottenere il saccarosio bianco cristallino.
Lo zucchero grezzo viene lavato in acqua calda e si procede ad una ulteriore fase di chiarificazione. Si aggiunge ancora idrossido di calcio per far precipitare gli ultimi residui di melassa. Ora per eliminare dei riflessi giallastri rimasti nel saccarosio si fa passare la soluzione su del carbone attivo che assorbe, nei suoi pori, alcune sostanze rimaste in soluzione. É lo stesso processo che si utilizza in una delle fasi per rendere potabile l’acqua dei nostri rubinetti, o negli acquari casalinghi.
Una serie di cristallizzazioni e centrifugazioni portano allo zucchero bianco che ben conosciamo.( …tratto da Scienza in Cucina di Dario Bressanini)

Ora, da bravo provocatore, apriamo il dibattito sul fatto che il prodotto finale è una bianca sostanza cristallina che non ha più nulla a che fare con il ricco succo zuccherino di partenza e viene tranquillamente venduta come dolcificante per alimenti
Un dato riguardante l’Italia:
Nel nostro paese viene registrato un consumo pro capite all’anno di circa 25-27kg.
Ad affermarlo è una ricerca effettuata dal Crèdit Suisse Research Institute ,che ha analizzato aspetti nutrizionali, medici ed economici dimostrando come presto lo zucchero potrebbe essere al bando (fonte D.repubblica.it del 01 Novembre 2013)

Fino agli anni 70 in Italia si consumava il 60%di zucchero semplice acquistato nei negozi, mentre il 40% proveniva da alimenti confezionati.
Oggi le proporzioni si sono invertite per cui si assume prevalentemente zucchero contenuto nei cibi elaborati, in particolare dall’industria alimentare (http://www.nutrizionenaturale.org )

Il Crèdit Suisse Research Institute ha condotto un sondaggio tra i medici generici negli Stati Uniti, Europa e Asia e dopo alcuni anni di ricerche e sondaggi, è stato rilevato che il 95% dei medici americani e circa l’85% dei medici europei intervistati ritiene che la forte crescita del diabete di tipo II e l’attuale epidemia di obesità siano fortemente legati al consumo eccessivo di zucchero.

Un esempio lampante: ho sottomano l’involucro di una merendina destinata ai nostri bambini e ragazzi. Per ovvi motivi non scriverò il nome e il marchio dell’azienda produttrice anche se largamente conosciuta in Italia e all’estero
Leggo e cito testualmente:
Prodotto da forno a lievitazione naturale con farcitura alla ciliegia:
farina di frumento, oli e grassi vegetali, zucchero, lievito naturale, polpa di ciliegia ( 9% corrispondente al 45% nella farcitura) e il restante di cosa è fatto? Uova fresche 7% sciroppo di Glucosio, fruttosio, emulsionante mono-edigliceridi degli acidi grassi, gelificante pectina e così via
A volte sembra che non ci rendiamo conto di quello che effettivamente diamo da mangiare quotidianamente ai nostri ragazzi. Se leggessimo a dovere le etichette e gli ingredienti riportati, troveremo scritto nomi come Glucosio, Destrosio, Fruttosio, Maltosio, ma il più delle volte non lo facciamo e continuiamo ad acquistare questi prodotti per abitudine, perché i nostri figli ce lo impongono con minaccia di scenate di tragedie greche, semplicemente per abitudine o peggio ancora perché condizionati da pubblicità o televisioni ( se lo dicono loro allora è vero!!)
Quello che le pubblicità e le televisioni spesso non dicono è che molti degli ingredienti sopracitati sono pericolosi per la nostra salute se assunti in dosi elevate.
È anche vero che difficilmente ci ingoiamo un kg di Fruttosio tutto in un colpo, ma quotidianamente ingeriamo piccole dose di queste sostanze e giorno dopo giorno non ci rendiamo conto di quanto il nostro organismo fatica per digerirle o espellerle fino a raggiungere un tale e elevato comportamento di assuefazione totale.
Il Fruttosio come solo nome, riporta allegramente l’immagine del prodotto sano derivato dalla salutare frutta, ma in realtà molto spesso lo individuiamo come sciroppo di fruttosio ricavato dal mais (quasi sempre transgenico negli USA). Anche questo sarà motivo di discussione nel mio prossimo articolo sugli OGM.
Il problema non è solo nel fatto che si tratta di alimenti transgenici, ma il fatto che per ottenere questo tipo di prodotto (sciroppo di fruttosio), avviene un processo di lavorazione che lo priva di ogni principio vitale, come le vitamine, gli enzimi, i Sali minerali, e tutti i fitonutrienti capaci di ridurne gli effetti metabolici estremamente dannosi.
Diversamente dal saccarosio (zucchero bianco da cucina) ,
chimicamente, le molecole di fruttosio e glucosio non sono legate tra di loro per cui vengono assorbite immediatamente e vanno direttamente al fegato,trasformate in grassi.
Robert Lustig ,pediatra e professore nella Divisione di Endocrinologia dell’Università della California a S.Francisco, ha svolto negli ultimi anni un ottimo lavoro sul metabolismo degli zuccheri individuando i disastri causati dall’eccessivo consumo di fruttosio:
Aumento dell’acido urico che sappiamo è strettamente in relazione con l’obesità, l’aumento di pressione arteriosa, malattie cardiache e malattie renali.

Appesantimento del fegato, con il rischio di serie patologie e danneggiamenti simili a quelli dovuti all’abuso di alcool. (http://www.nutrizionenaturale.org )

Una piccola precisazione: L’acido Urico
Abbiamo scoperto che lo zucchero e il fruttosio provoca un aumento dell’acido urico, il quale, oltre a danneggiare i reni e aumentare la pressione arteriosa, può in alcuni casi portare ad una infiammazione cronica (per esperienza personale vi garantisco che avere dei reni con problemi, comporta una serie di influenze e complicazioni nella vita quotidiana davvero sgradevole)
Dove troviamo lo Zucchero?

Al giorno d’oggi, questo elemento e pressoché presente in molti alimenti di uso quotidiano. Non lo troviamo solo nei dolci o nelle bevande gassate, ma lo troviamo nei succhi di frutta, negli hamburger, nei wurstel, nelle salse come il ketchup o senape, in molti tipi di pane,nei salumi, in alcuni formaggi, in alcuni vini nei cibi in scatola o in quelli precotti.
Se di per se lo troviamo già abbondantemente in natura, non vedo perché complicarci la vita assumendone quantità elaborate quotidianamente
In natura è presente nella frutta e anche in alcuni ortaggi, ma in questi casi è legato a tantissime sostanze vitali come fibre, vitamine Sali minerali enzimi etc. , che ne attutiscono gli effetti negativi.

Uno sguardo veloce sui dolcificanti artificiali

Tutti noi abbiamo sentito parlare di Saccarina o di Aspartame o altri nomi spesso indicati in modo allettante e commerciale, considerati come sostituti dello zucchero o destinati a diabetici o coloro con problemi di peso, ma siamo sicuri che questi elementi prodotti artificialmente siano davvero salutari?
Io qualche dubbio lo conservo
Aspartame ( E951) è il dolcificante più noto e controverso il cui potere dolcificante è 200 volte maggiore rispetto a quello dello zucchero comune. Si trova in centinaia di alimenti, oltre che nei cosiddetti prodotti “light”, è contenuto nelle bibite gassate, dolciumi, gomme da masticare, caramelle e farmaci.
In merito a questo elemento, diverse fonti scientifiche e mediche considerano l’Aspartame come una minaccia per la salute umana, più pericoloso dell’assunzione del fruttosio, viene associato a difetti nei neonati, Alzheimer, e aumento di peso.
L’approvazione di questo elemento da parte della FDA negli Stati Uniti è da sempre considerata un operazione poco pulita intrapresa dalla Monsanto che ne detiene i diritti di vendita.
Saccarina (E954) una sostanza molto conosciuta che non viene metabolizzata dal nostro organismo e che non fornisce calorie con un potere dolcificante fino a 500 volte quello dello zucchero.
Negli anni Settanta alcuni studi condotto sugli animali da laboratorio, avevano insinuato il dubbio che la Saccarina potesse essere cancerogena, ma nessuna ricerca svolta su esseri umani ha mai confermato tali dubbi. Resta il fatto che tutt’ora oggi, questo dolcificante viene controindicato nelle gravidanze, l’allattamento e nei primi tre anni di vita.
Pur essendomi inoltrato in un campo così controverso lascio a voi le deduzioni e le convinzioni sull’uso proprio ed improprio dello zucchero e dei edulcoranti. Non dico che i dolcificanti siano tutti dei veleni, non voglio far passare questo messaggio come terrorismo psicologico sugli zuccheri, ma credo che ognuno di noi dovrebbe usare una maggior prudenza e adoperarsi per avere maggiori informazioni per allontanare i rischi di malattie come il diabete, le malattie cardiache e tanti altri problemi. Insomma, non sono pochi i motivi per ricorrere alle alternative a questa sorta di droga alimentare. Per eliminare la dipendenza dallo zucchero raffinato ed assumere un’alimentazione più sana si può ricorrere quindi gradualmente a dolcificanti naturali che, a differenza dei prodotti raffinati, contengono anche sostanze utili all’organismo. Qualche esempio? Miele, sciroppo d’acero, Stevia e sciroppo di mele: tutte sostanze meno impattanti sul nostro corpo, la nostra mente e l’ambiente.
Da quando sono qui in Svizzera ho riscoperto l’uso della Stevia, un dolcificante naturale poco conosciuto, ricavato dalle foglie dell’omonima pianta e utilizzata da secoli dai popoli dell’America Latina.
L’Unione Europea il 14 Aprile 2010 ha approvato l’uso della Stevia come Food Additive, così come la Svizzera e i paesi latino-americani. Ha un potere dolcificante da 150-200 volte quello dello zucchero ed ha zero calorie… potrebbe essere una buona alternativa per dolcificare senza andare incontro agli effetti negativi dello zucchero e dei edulcoranti in genere

Non crediamo che soffermarsi a leggere le etichette dei prodotti che acquistiamo, sia una perdita di tempo. Informiamoci sui componenti o sugli additivi sconosciuti potrebbe essere una buona abitudine che con il tempo gioverà alla nostra salute

immagine in evidenza  fonte  http://www.differenzatra.it/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

attenzione:

Le informazioni qui riportate hanno il solo scopo illustrativo.

Non costituiscono e non provengono da prescrizioni o consigli medici.

in questo blog mi limito solo a divulgare ciò che è di mia conoscenza senza fini o scopi di lucro.

Devis Pasi

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