…la Speranza è il Pane dei poveri…
…la Speranza è il pane dei poveri…
Inorridiamo al pensiero di vivere nell’immondizia, ma spesso e volentieri non disdegniamo il cibo spazzatura.
Non si tratta di fare crociate contro le Multinazionali dell’Alimentazione, però, come dico sempre, bisogna avere il coraggio di levarsi la maschera e di metterci davvero la nostra faccia nel far percepire i nostri modi di pensare. Seguire la corrente è sempre facile; a volte spaventa di più il giudizio e le critiche degli altri che una confezione formato famiglia di cartelle Equitalia. Ci siamo talmente abituati a : “Bello equivale a Buono“ che non ci soffermiamo mai, nemmeno per un momento, a riflettere su ciò che andiamo ad ingerire. Oggi parleremo del problema Glutine:
Proviamo a soffermarci per un solo istante a tutti quei prodotti panificati e dolciari che, quotidianamente, compaiono sulle nostre tavole. come pensate che siano prodotti? Credete davvero che nella ipotetica azienda X ci siano gli omini vestiti di bianco che impastano dolcemente cantando allegramente le canzoncine dei sette nani?
Il cosiddetto “lievito Madre”, permette ai batteri di decomporre i carboidrati e la proteina principale, il Glutine elastico dell’impasto. A questo punto, la lievitazione rilascia i minerali contenuti nel grano, in modo tale che il nostro corpo possa digerirli più facilmente. E fin qui siamo tutti d’accordo! Ma da un punto di vista economico e commerciale sorge uno dei primi grossi ostacoli. L’impasto del lievito madre, è un processo lungo e lento; non può di certo star dietro all’avidità e all’insaziabilità del nostro consumismo… Quindi? Soluzioni?
Ecco fatto: Creiamo il Lievito Commerciale a rapida fermentazione… In tutti questi anni, abbiamo escogitato semplificazioni a livello industriale che hanno accelerato la creazione di prodotti di panetteria e pasticceria, ma hanno sicuramente creato comunque danni al nostro organismo. Il lievito chimico, l’aggiunta di additivi e di enzimi, la raffinazione stessa della farina, che si sa, è povera, ma facile da lavorare e sopratutto la si può tenere stoccata per mesi nei nostri magazzini. pensavate davvero che la farina fosse stata risparmiata dall’ingordigia commerciale e industriale? Nell’odierna industria alimentare, la manipolazione del cibo distrugge quasi totalmente l’energia vitale, facendo perdere agli alimenti di cui ci cibiamo il 50% degli elementi nutritivi come minerali e vitamine( qualcosa di estremamente vitale per noi).
le lavorazioni e i processi di sbiancamento delle farine, tolgono al germe:
- 50% di Vitamina B6 ( quando abbiamo carenza di questa vitamina, si manifesta un calo di glicemia nel sangue, generando fame, ed una bassa tolleranza al glucosio, che predispone noi ad ingrassare).
- 50% di Calcio ( fondamentale per ossa e contrazioni muscolari)
- 50% di potassio (nostro alleato per l’idratazione e combattere la stanchezza fisica)
- 80% di Vitamina B1 (una sua assenza nel nostro organismo, provoca perdita di memoria, depressione)
- 60% di Vitamina B2 ( utile per la nostra epidermide)
- 70% di Fosforo ( fondamentale per il funzionamento celebrare)
- 98% di Magnesio ( che serve per equilibrare il sistema nervoso e l’equilibrio idrosalino
A tutto questo andiamo ad aggiungere i composti chimici utilizzati per lo sbiancamento delle farine. Ricordo che solo negli ultimi 50-60 anni abbiamo introdotto il pane bianco sulle nostre tavole, poiché all’epoca si utilizzavano solo farine integrali; il pane bianco si potrebbe definire uno dei tanti simboli di progresso economico e tecnologico che però non ha voluto tenere conto del nostro organismo. Quando parlo di farina bianca, intendo quella comunemente utilizzata nelle nostre cucine per pane, paste e dolci
Dagli anni `50, il frumento è stato vittima di numerosi processi di alterazioni genetiche da parte di Multinazionali per fare in modo che il grano garantisse grosse produzioni e rendendolo resistente ad eventi esterni, ma ahimè impoverite di sostanze nutritive. Quindi da un punto di vista commerciale cosa facciamo?……. Semplice! Andiamo a creare delle farine arricchite ( e di conseguenza a maggior prezzo) proprio per soccombere a queste mancanze.
Un consumo eccessivo di farina bianca, provoca un aumento di Insulina prodotta dal nostro organismo. L’insulina, favorisce il deposito di grasso, un rapido aumento di peso e valori di triglicelidi elevati; nel frattempo, il nostro povero Pancreas diventa così oberato di lavoro che la produzione di insulina si blocca; di conseguenza ipoglicemia (poco zucchero nel sangue) e diabete fanno la loro comparsa…. Non è forse un caso che il diabete sia una delle malattie croniche più diffuse negli ultimi decenni…. La percentuale di Celiachia e intolleranza al glutine cresce ogni anno del 10-15%.
Siamo davvero spettacolari!!!! Siamo riusciti in soli 50 anni a stravolgere anche l’alimento più antico, più diffuso,più comune a tutti gli uomini della terra. Ma davvero siamo convinti che tutto questo non portasse conseguenze indesiderate a noi?
Il glutine è una delle poche proteine che non riusciamo a digerire. Tutti quanti Noi! Nessuno escluso. A nostra insaputa, quando lo ingeriamo provoca infiammazioni. La panificazione un tempo era un processo che durava dalle 16 alle 20 ore a seconda dei casi… Oggi la panificazione anche a parità di glutine dura due ore. Cosa succede? Succede che in questo modo non si dà il tempo necessario a questi enzimi di lieviti di diminuire il carico tossico e di conseguenza continuando a mangiare le nostre classiche diete alimentari composte da Pane, Pasta, Pizza , Merendine, Dolci già chimicamente composto ma da vedere sono una meraviglia, non facciamo altro che ingerire elementi tossici per il nostro organismo. Abbiamo tutti quanti noi, sotto i nostri occhi, il fatto che nei Paesi Industrializzati vi sia oramai una sorta di epidemia di malattie infiammatorie anche a livello cronico. Malattie autoimmunitarie come la Celiachia o altre malattie infiammatorie come la sensibilità al glutine si stanno davvero espandendo a livelli quasi pandemici.
Portiamo più Umanità sulle nostre tavole!
…sono le nostre scelte quotidiane a fare la differenza…
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